Il privato è politico

Finora non ho voluto parlare della stucchevole Dinasty che sta occupando il primo posto nell’agenda del paese perchè sono dell’idea che le priorità vere siano altre e che la sfera pubblica oltre un certo limite non possa scadere nel gossip.

Ma il lungo monologo di Berlusconi a Porta a Porta ha tolto di mezzo l’equivoco secondo il quale la rottura con sua moglie e le boccaccesche vicende che l’hanno preceduta siano solamente affari suoi.

E’ lui stesso che da sempre ha fatto diventare strumento di propaganda politica la sua vita privata, e per questo è costretto a difendersi pubblicamente, in modo plateale e in mondovisione, dalle gravissime accuse di pedofilia rivoltegli da sua moglie. La pena del contrappasso.

“Va con le minorenni” ha detto la signora Lario in una dichiarazione ufficiale, facendo intendere anche che la sua è una malattia (”non sta bene”). Qualche giornale, non smentito, ha parlato di “spettacolini” a Palazzo Grazioli e anche Noemi da Casoria ha ingenuamente confermato: raggiungo spesso “papi” a Roma o a Milano, quando ha un po’ di tempo. Ed ha aggiunto: non so cosa farò da grande, la ballerina, l’attrice o la parlamentare, deciderà papi.

Che il nostro anziano premier abbia il chiodo fisso del sesso lo sanno tutte le cancellerie internazionali. Ma ricompensare i favori sessuali di giovani ragazze con una candidatura o un posto da ministro è un comportamento che fa pensare davvero a un potere smisurato, che ha travolto qualsiasi pudore, come se chi lo incarna si sentisse al di là del bene e del male.

Va sempre ricordato che Berlusconi si è presentato agli elettori come il campione dei valori cattolici e come il difensore della famiglia fondata sul matrimonio. Molti hanno ancora in mente la grande parata del Family day. Nelle sue dichiarazioni, Veronica Lario si meraviglia che gli italiani siano caduti così in basso da non fargliene un demerito.

E qui sta il punto: perchè gli italiani hanno concesso un’indennità morale a Berlusconi? Perchè, oltre al lodo Alfano con cui è protetto da qualunque incriminazione (compresa la pedofilia), sembra esserci uno scudo etico che lo mette al riparo dal giudizio degli elettori?

L’amaro sfogo della first lady che ha gridato “il re è nudo”, togliendo l’ultimo velo al sudicio mercato politico-sessual-televisivo di cui il premier è protagonista, non sembra aver scalfito il consenso senza precedenti di cui gode. E’ vero che la canea delle televisioni di famiglia e dei giornalisti a libro paga ha tartassato Veronica per giorni e giorni, quasi che non fosse la vittima di questo comportamento umiliante, ma la colpevole. “Doveva tacere per rispetto alla posizione del premier” - è il ritornello: non è piuttosto il premier a dover tenere a freno i suoi impulsi da vecchio satiro per rispetto della moglie, dei figli e degli italiani che rappresenta?

E ancora, si sprecano i paragoni con i grandi leader del passato: da Mitterrand a Clinton. Ma la Lewinsky non fu candidata al Congresso degli Stati Uniti!

Il maschio latino agli italiani piace, si sa. Perfino quando è in là con gli anni. Ma questa volta siamo di fronte a un personaggio che sarebbe patetico, se non fosse che tiene in mano le più importanti leve dello Stato e non riconosce alcun diaframma divisorio fra la cosa pubblica e gli interessi - o i piaceri- privati.

Allora: perchè gli italiani non dicono Bastaaaa? Insieme a Veronica me lo chiedo anch’io.

 

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