Ma il Turkmenistan può permettersi una legge elettorale che favorisce ancora di più il Sultano?
Il referendum per modificare la legge elettorale è stato promosso da Segni e Guzzetta pochi mesi dopo le politiche del 2006.
Il centrosinistra aveva vinto per pochi voti e al Senato la maggioranza era in continua fibrillazione. Molti attribuivano questo esito così incerto alla legge elettorale, approvata in fretta e furia sul finire della XIV legislatura da Berlusconi per cercare di rovesciare, o almeno di attutire, il responso delle urne.
I quesiti presentati non fecero piacere agli alleati dell’Unione, anzi credo si possa dire che ne accelerarono la disgregazione, perchè, in caso di successo del referendum, cancellavano i partiti minori (il che peraltro è avvenuto anche senza il referendum, ci hanno pensato gli elettori). Per questo allora mi meravigliai del fatto che lo avessero firmato perfino alcuni ministri del governo Prodi, allora in carica: non tanto per il merito, ma perchè mi sembrò inopportuno minare ulteriormente quella sgangherata compagine.
La legge elettorale, definita “porcata” dal suo stesso ideatore Calderoli, avrebbe bisogno non di pochi ritocchi, ma di una totale riscrittura. La stortura più grave è che priva gli elettori della possibilità di scegliersi gli eletti. Il parlamento, grazie alle liste bloccate, non è più espressione del paese, ma dei partiti che lo nominano interamente.
Bisogna dire che i partiti, anche quelli come il PD che hanno sempre criticato il Porcellum, non si sono fatti pregare ad applicarlo nel modo peggiore. Quando la legge offre a pochi individui un potere così grande, può capitare di veder prevalere i criteri di fedeltà e amicizia sui criteri di capacità e merito.
Sistema proporzionale con sbarramenti diversi per Camera e Senato, liste bloccate e premio di maggioranza alla coalizione che vince: questi sono i punti salienti della legge Calderoli, che andrebbe totalmente ripensata.
Purtroppo i referendum sono solo abrogativi di alcune parti: i quesiti consentono unicamente di cancellare la possibilità di candidature multiple e il premio di maggioranza alla coalizione vincente anzichè alla lista.
In questo modo, si favorisce enormemente il partito di maggioranza relativa che, anche solo con il 30% dei voti, in teoria potrebbe prendersi il 51% dei parlamentari. E il sistema, più che bipolare, diventerebbe bipartitico. Gli elettori non ci guadagnerebbero un bel nulla, perchè continuerebbero a vedersi scippare la possibilità di scelta dai due partitoni, che forse diventerebbero ancora più arroganti nei loro criteri.
Chi ha proposto il referendum, in realtà, dichiara di non volere questo sistema, che violerebbe ancora di più il principio di rappresentanza. Il referendum sarebbe solo uno strumento in mano ai cittadini per bocciare il Porcellum e costringere il parlamento a modificare la legge.
E’ una posizione ragionevole, che il PD ha condiviso nell’ultima riunione di Direzione, su proposta di Franceschini e suggellandola con un voto. Che tuttavia presuppone una certa dose di fiducia fra le forze politiche e un contesto che renda possibile una riforma condivisa.
Il contesto in politica conta, eccome. Anche quando si tratti di dettarne le regole, che non sono mai neutre. Oggi il contesto non è più quello del 2006, quando il maggior problema era la governabilità. Oggi la semplificazione del quadro politico c’è già stata, in gran parte per merito del PD. Il rischio è piuttosto quello descritto da Franceschini in una bella intervista al Corriere: un enorme squilibrio dei poteri, una paurosa concentrazione nelle mani di Berlusconi e una sua attitudine al populismo e allo sprezzo delle regole della democrazia parlamentare che è vicino all’eversione. Una situazione più vicina al Turkmenistan che a un moderno sistema democratico.
Un paese che appare ormai “mitridatizzato”, assuefatto al veleno quotidiano della propaganda, continua a premiare con un abnorme consenso il leader che domina la politica italiana da 15 anni e non ha fatto nulla per migliorare la condizione dei cittadini. Un leader a cui non sembra strano legiferare solo per decreto e proporre che le leggi vengano votate solo dai capigruppo, per sveltire la democrazia.
Insomma, i motivi di allarme ci sono, eccome. E a mio parere ci sono sempre stati. Credo che il più grave errore della sinistra e delle forze di opposizione sia stato quello di non affrontare mai seriamente il conflitto di interessi.
Adesso, bisogna evitare altri errori. A una domanda sul referendum, Berlusconi ha risposto che lui è schierato per il SI, dato che non è autolesionista. L’uomo ha sempre chiaro dove è il suo tornaconto, non si fa sviare da considerazioni astratte. Nel frattempo la Lega, che verrebbe praticamente cancellata se vincesse il SI, si affanna a dialogare con noi per proporre una riforma del Porcellum. Ma ci si può fidare dei saggi di Lorenzago? E, nel caso ci si possa fidare, perchè non pensare che saranno pronti a riformare la legge elettorale anche in caso di fallimento del quorum?
Ora: io penso che queste considerazioni debbano indurci a riflettere meglio sulla posizione del PD al referendum, anche andando al di là delle questioni meramente tecniche che vanno lasciate ai costituzionalisti. E’ vero che i nostri elettori detestano il Porcellum. E’ anche vero che la scelta del non voto può apparire come una fuga dalle responsabilità. Ma non è difficile spiegare loro che, se vince il NO ci dovremo tenere per sempre questa legge, mentre se vince il SI corriamo il rischio di provocare un ennesimo smottamento in senso autoritario. Che Berlusconi è capacissimo di prendere al volo, come è stato capace di dire e fare cose per noi inconcepibili.
Insomma, la scelta è fra un male e un peggio. E in questi casi forse non è sbagliato boicottare la scelta.
. Che, a mio parere, andrebbe rigirata come un calzino: maggioritario con collegi territoriali di piccole dimensioni e ballottaggio. Questa è la mia opinione
Nell’ultima riunione della Direzione nazionale del PD si è voluta suggellare con un voto la posizione dei democratici sul referendum proposto da Segni e Guzzetta.
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