Intervento di Piero Fassino al voto finale sulla modifica della legge elettorale
PIERO FASSINO. Vorrei semplicemente che partissimo da una prima considerazione. Onorevole Fini - mi rivolgo a lei, che certamente mi ascolta un po’ di più rispetto ai suoi deputati -, abbiamo mai letto su un giornale che in Austria, in Spagna, in Inghilterra, in Germania, in Danimarca, in Svezia o in Portogallo - prendete qualsiasi paese democratico del nostro continente - alla vigilia di un voto una maggioranza di governo decida unilateralmente di cambiare le regole elettorali? Non è mai accaduto.
Abbiamo, invece, dei buoni esempi di segno opposto. Basterebbe pensare alla Germania, dove il Cancelliere Schroeder, qualche mese fa, di fronte a dei rovesci elettorali ha pensato che fosse giusto verificare se aveva o meno la fiducia dei tedeschi. Ed è andato alle elezioni senza chiedere di cambiare prima la legge elettorale.
Nessuno insomma cambia le leggi elettorali a proprio uso e consumo. Nessuno lo fa per una ragione che tutti sappiamo essere fondata, ossia che una legge elettorale deve essere imparziale, riconosciuta da tutti e non può essere piegata alle convenienze e agli interessi di questa o quella maggioranza politica. Tanto è vero - lo ha ricordato bene l’onorevole Mattarella - che nelle grandi democrazie la legge elettorale non la si cambia mai, o la si cambia rarissimamente, proprio perché cambiarla continuamente offre il destro all’instabilità e al sospetto che chi la cambia lo faccia per piegarla alle proprie convenienze.
Seconda considerazione: in ogni caso, quando si cambia la legge elettorale, lo si fa sulla base di un consenso tra tutte le forze politiche principali.
Ci sono addirittura Costituzioni in alcuni paesi europei, che prevedono che la legge elettorale non possa essere cambiata se non da maggioranze qualificate, cioè più ampie di una maggioranza di Governo. Ebbene, voi vi siete mossi contravvenendo esattamente a questi due principi. Avete deciso di cambiare la legge elettorale alla vigilia di una campagna elettorale molto impegnativa e avete deciso di farlo da soli. Eppure non era questo il vostro convincimento. Già Franceschini vi ha fatto, l’altro ieri, alcune citazioni. Permettetemi di aggiungerne alcune altre. Penso all’onorevole Pisanu, che oggi passa per un ministro moderato, particolarmente attento al suo ruolo istituzionale. Era assai meno moderato nel 2000, quando diceva: «Sia chiaro fin da ora che il tentativo di imporre una legge elettorale di parte aprirebbe uno scontro parlamentare senza precedenti e la responsabilità ricadrebbe interamente su chi lo fa. Straparlano» (saremmo stati noi)! Forse adesso straparlate voi, onorevole Pisanu.
Penso all’onorevole Bossi, il quale diceva: «Se il centrosinistra decidesse di andare avanti da solo, sarebbe un altro imbroglio; ho sempre sostenuto che hanno la mentalità nazista, adesso hanno la possibilità di dimostrarlo». Presumo che adesso, comportandovi voi così, sia Berlusconi il destinatario di questo giudizio dell’onorevole Bossi. Penso a un uomo, che anche lui passava per essere moderato, l’ex ministro Giuliano Urbani, il quale disse: «Nemmeno Milosevic provò a cambiare le regole elettorali a campagna elettorale in corso. Presumo che oggi - a giudizio di Urbani - l’onorevole Berlusconi sia peggio di Milosevic!
Potrei continuare, ma vi risparmio. Quello che voglio dire è che in realtà anche voi sapete benissimo che cambiare una legge alla vigilia della campagna elettorale e facendolo da soli, sottraendosi a qualsiasi confronto, è un atto di imposizione e di arroganza. E allora perché lo fate? Lo fate per due obiettivi. Il primo: volete evitare una sconfitta elettorale, che sentite incombente. Il secondo: per impedire alla prossima maggioranza di avere quell’ampio margine di voti, di cui avete goduto voi oggi. Voi avete «guidato l’Italia con cento deputati in più in questa Camera e cinquanta senatori in più al Senato. Se non ce l’avete fatta a governare non è per un problema elettorale o istituzionale, perché quando si ha una maggioranza così ampia si è in grado, se si ha la volontà politica, di decidere qualsiasi cosa! Se non lo avete fatto è per le vostre divisioni e per la vostra incapacità.
Voi, non essendo stati capaci di governare, volete impedire a chi eventualmente dovesse succedervi di avere una maggioranza con la quale poter governare! Questa è la verità! Andiamo infatti al merito della legge. Potevate proporci molte cose: il proporzionale del modello tedesco, di cui avete parlato ampiamente e che addirittura un partito come l’UDC ci ha proposto per anni! Potevate proporci il modello elettorale che è in vigore in Italia per le regioni, che non è quello che proponete oggi, perché nella legge che ci proponete adesso non c’è il listino di coalizione, che è l’elemento coesivo della coalizione. Potevate proporci un maggioritario a doppio turno. O altro ancora.
No! Ci avete proposto un proporzionale, che non esiste in nessun paese al mondo!
E che è ritagliato unicamente sulle convenienze elettorali di questa maggioranza di Governo. Volete la riprova? Dopo aver messo mille sbarramenti (20, 10, 8, 3, 2 per cento), l’altro giorno avete introdotto lo «sbarramento con lo sconto», perché avete introdotto una norma che dice che se anche c’è lo sbarramento del 2 per cento, in ciascuna coalizione anche un partito che non arriva al 2 per cento può avere dei seggi in Parlamento. Lo avete fatto perché vi sono alcune forze minori, che probabilmente non raggiungeranno il 2 per cento che si stanno interrogando se stare con voi oppure no! Avete quindi ridisegnato un profilo elettorale, unicamente per cercare di conquistare il consenso di queste forze politiche. Alla faccia dell’imparzialità della legge e della capacità di dare una legge che dia stabilità a questo sistema.
La verità è che voi ci proponete una legge che aumenterà la frammentazione politica, perché aumenteranno le liste elettorali, i gruppi parlamentari e probabilmente i partiti politici voi spezzate ogni rapporto di rappresentanza territoriale, perché noi, parlamentari che siamo qui oggi, siamo stati eletti in 475 collegi di 120 mila elettori l’uno e ciascuno di noi con quegli elettori un rapporto l’ha costruito!
Quando da domani ciascuno di noi sarà eletto in una lista bloccata su base regionale di milioni e milioni di elettori, avrà maggiore difficoltà a rappresentare quegli eletti a cui deve rendere conto. Voi spezzate non solo il rapporto con il territorio, ma anche quello tra elettori ed eletti, con liste bloccate che sopprimono la possibilità per l’elettore di scegliere da chi farsi rappresentare.
Insomma, si tratta di una legge che renderà meno stabile l’attività di questo Parlamento, meno stabili le maggioranze che si formeranno, di qualsiasi segno politico, e dunque, meno governabile il Parlamento e meno governabile la maggioranza che dovrà guidare il paese!
Voi state proponendo una legge che accresce l’instabilità e l’ingovernabilità del paese e lo avete fatto perché non siete in grado di stare insieme con il sistema maggioritario. Questa è la verità!
Lo ha ammesso il Presidente del Consiglio qualche giorno fa: se, dopo tutte le liti che la destra ha conosciuto dopo la sconfitta nelle elezioni regionali, l’attuale maggioranza andasse al voto con il sistema elettorale attuale, non sarebbe in grado in nessun collegio uninominale di fare il pieno dei propri voti! Perché dove verrebbe candidato l’onorevole Follini, è quasi certo che non tutti gli elettori della Lega lo voterebbero e dove viene candidato il ministro Calderoli, è quasi certo che non tutti gli elettori dell’UDC lo voterebbero! Allora, l’unico modo che avete per stare insieme è spezzare la vostra solidarietà, andare distinti, sperando - separati - di tenere quei voti che, uniti, perdereste soltanto.
Insomma, voi ci state proponendo una legge che è unicamente pensata per evitare una sconfitta elettorale. Trovo del tutto legittimo che uno schieramento politico non voglia perdere, ma non è un motivo sufficiente per cambiare la legge elettorale di un sistema democratico.
Per tali motivi, noi non consideriamo la partita chiusa qui questa sera. Questa legge dovrà essere esaminata al Senato; di qui ad allora continueremo a batterci, perché non si compia questo strappo e perché questo paese possa avere una legge elettorale più civile e più degna di quella che voi avete proposto questa sera!
Ma il punto sostanziale che voi eludete - mi rivolgo a lei, onorevole Fini, che è il Vicepresidente del Consiglio e che rappresenta in questo momento il Governo - è che la vostra crisi - quella crisi che vi ha portato alla sconfitta clamorosa nelle elezioni regionali di qualche mese fa, quella crisi che vi ha portato negli ultimi quattro anni a subire sconfitte in tutti i passaggi elettorali che, dal 2002 al 2005, l’Italia abbia conosciuto - non è dovuta al sistema elettorale.
Quella crisi si chiama crescita zero dell’economia! Quella crisi si chiama incapacità di governare l’economia, portandola ad un deficit del 5 per cento ed a un debito pubblico del 110 per cento! Quella crisi si chiama insicurezza sociale di molte famiglie italiane! Quella crisi si chiama malessere di tante categorie e di tanti strati della società italiana che, nel 2001, a voi avevano guardato con speranza, pensando che sareste stati capaci di modernizzare il paese. Dopo cinque anni, constatano il fallimento della vostra politica!
Per questo avete perso voti! Per questo rischiate di perdere anche le prossime elezioni! Non perché il sistema elettorale vi penalizza, visto che semmai quello del 2001 vi ha dato un ampio margine di seggi in questa sede. Voi perdete perché avete perso il consenso del paese.
Mi colpisce come in queste settimane si misuri la differenza tra voi e noi. Noi degli italiani non abbiamo paura, tant’è vero che, nel momento in cui stiamo per avviarci in questa lunga campagna elettorale, abbiamo scelto di andare domenica prossima a chiedere a tutti gli elettori e alle elettrici del centrosinistra di legittimare con il voto il nostro leader.
Voi, invece, dei cittadini avete paura. Così come avete paura delle donne (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale), con lo strappo che avete consumato ieri negando alle donne quella rappresentanza nelle istituzioni a cui hanno diritto. Voi oggi cambiate la legge elettorale, sperando di mettervi al riparo da una possibile sconfitta! Vi aggrappate come il naufrago all’albero di una nave che affonda! Non vi basterà. Anzi gli italiani saranno ancora più severi. Cambiare le regole del gioco, imporre una legge brutta e faziosa non vi risparmierà la sconfitta severa che gli italiani vi infliggeranno
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