“Ma la 194 è monitorata da trent’anni” di Beatrice Magnolfi

Ma la 194 è monitorata da trent’anni
di Beatrice Magnolfi*

Le indagini conoscitive sono una prerogativa importante del Parlamento, ma hanno uno scopo preciso: conoscere per legiferare. Non siamo in un centro-studi o in un circolo culturale.

Tutti capiscono l’assurdità di un’indagine conoscitiva su un argomento così complesso come l’applicazione della 194, che, per concludersi entro il 31 gennaio, dovrà svolgersi a tappe forzate (il presidente della Commissione Palumbo ha già detto di voler lavorare anche il giorno di Natale) e che non potrà avere nessuno sbocco operativo, qualunque siano gli esiti, per il semplice motivo che entro il 10 febbraio si scioglieranno le Camere.

E’ un caso di grave confusione istituzionale: si usa il Parlamento per fare campagna elettorale, per partecipare alla corsa al voto cattolico che sta diventando scomposta e frenetica; ed è grave che anche il Presidente della Camera avvalli questo uso del Parlamento.

Bastava dire: l’indagine che proponete è importante e per questo ha bisogno del tempo necessario, che oramai non c’è; soprattutto ha bisogno di essere effettuata da un Parlamento nella pienezza dei suoi poteri, che all’indagine possa far seguire dei fatti.

Accanto alla questione di metodo, c’è un aspetto di merito.
Ogni anno il Governo consegna al Parlamento una relazione sulla legge, così come prevede la stessa 194. Proprio per l’importanza della materia, il legislatore del ‘78 ha previsto una cautela in più, che è quella di un continuo monitoraggio da parte del parlamento.

Dunque chi vuol davvero conoscere – e non fare polveroni ideologico-elettorali - ha tutti gli strumenti per farlo. La relazione del Ministro Storace è stata consegnata alla Commissione Affari Sociali di Camera e Senato poche settimane fa; bastava chiedere una discussione approfondita sui dati di quella relazione.

Solo chi è molto distratto, o non si interessa dell’argomento se non per fare degli spot, non sa qual è lo stato di attuazione della 194, che è monitorata da 30 anni.

Dopo una prima fase di emersione degli aborti clandestini in cui gli interventi di IVG sono cresciuti, fino a un picco massimo nel 1982, negli anni successivi sono costantemente diminuiti.

Nel 1982 c’erano 17,2 IVG ogni 1000 donne. Oggi 10 ogni 1000 donne. In Russia, gli interventi sono 7 volte superiori all’Italia. Negli USA e in Svezia circa il doppio. In Gran Bretagna e Norvegia il 60% in più, in Francia il 30% in più. Solo la Germania, fra i grandi paesi ha un livello più basso del nostro.

Possiamo accontentarci, dire che tutto va bene?

Certamente no. Alcuni dati qualitativi sono molto preoccupanti.

Sappiamo che l’abortività delle adolescenti è rimasta pressoché invariata. Questo chiama alla mente alcune questioni precise, che investono il ritardo dell’Italia nella prevenzione. L’educazione sessuale non si fa e la cultura della contraccezione è continuamente ostacolata. I preservativi andrebbero distribuiti gratis, nelle scuole e nelle università, come propone la ministra Prestigiacomo, che ormai siede nel governo solo per avere più audience quando dice il contrario di ciò che fa.

La pillola del giorno dopo (Norlevo), che non è una pratica abortiva, ma una contraccezione efficace dopo un rapporto non protetto, in Italia non si trova. Siamo ridotti al punto che le case farmaceutiche non chiedono neppure di commercializzare i farmaci che possono urtare certe sensibilità. Se una ragazza cerca di prenderla entro 24 ore è difficile che trovi un medico o un farmacista che gliela possa, o voglia, mettere a disposizione.

Sappiamo che il ricorso alla IVG è più che triplo fra le donne extracomunitarie. Questo è il motivo per cui negli ultimi anni si è bloccata la curva discendente: più immigrate ci sono, meno diminuiscono gli aborti.

E qui si apre il grande capitolo dell’integrazione e delle politiche sociali. Mi fa indignare il fatto che oggi si parli tanto dei consultori, magari per inviarvi i “missionari� del Movimento per la vita.

Ma negli anni i consultori hanno visto una progressiva diminuzione di risorse, hanno dovuto diminuire gli orari di apertura, gli operatori devono farsi in quattro per rispondere ai pazienti. E questo è avvenuto soprattutto nelle regioni governate dalla destra. Nei consultori mancano i mediatori culturali che possano dialogare con le donne extracomunitarie, che hanno paura del rapporto con la struttura sanitaria.

Anche per questo è tornato l’aborto clandestino.
Nella mia città, Prato, dove pure c’è un ospedale che funziona bene, è stato scoperto un ambulatorio clandestino che praticava aborti per le donne cinesi.

Ma anche nel sud le ragazzine tornano a vergognarsi di una scelta che tutti i giorni viene stigmatizzata dai giornali e dalla televisione. Tutto questo gran parlare di aborto può avere anche questo effetto perverso: far tornare le più fragili nella clandestinità, perché sentono che la loro scelta incontra una maggiore disapprovazione sociale.

Del resto, anche l’obiezione di coscienza è molto cresciuta, perché magari il primario è obiettore e si crea una sorta di svalutazione professionale per i non obiettori, che devono accollarsi il lavoro di tutti gli altri, spesso in condizioni difficili.

Dunque, il quadro è sufficientemente chiaro, anche senza indagini conoscitive.

Bisogna applicare la 194, non inviando le truppe ideologizzate anti-aborto a turbare le donne nei consultori, in un momento di grande difficoltà e fragilità della loro vita, ma facendo campagne sulla contraccezione, rafforzando i consultori, assicurando efficaci pratiche di mediazione culturale e di integrazione.

E soprattutto mettendo le donne in condizione di scegliere liberamente. A volte l’aborto è una “non scelta�, questo è il dramma. Una non scelta perché il lavoro è precario e, se sei incinta, ti licenziano.

Le indagini dovrebbe farle l’Ispettorato del lavoro, prima che il Parlamento. Una non scelta perché non si hanno i soldi per sposarsi e mettere su casa o perché con un figlio si riesce a farcela, con due no. E non bastano i 1.000 euro del Baby bonus! Ci vogliono asili nido:in Italia solo il 7% dei bambini da 0 a 3 anni trova un posto al nido. Ci vuole una politica per gli affitti, che sono i più cari d’Europa.

Ci vuole una maggiore condivisione del lavoro di cura fra padri e madri. Ci vuole più lavoro per le donne, perché con un solo stipendio non ci si fa. Quante ragazze abbandonano il lavoro, e buttano alle ortiche il titolo di studio, dopo il primo figlio?

Il paradosso italiano è che se non hai un lavoro non puoi permetterti un figlio; ma se fai un figlio non puoi permetterti di tenere il lavoro.

Cosa ne sanno Storace e Casini di questi problemi? Forse serve a loro l’indagine conoscitiva, più che al Parlamento.
C’è una battaglia politica in corso, per chi prenderà il potere in questo paese. E’ indecente che ancora una volta si mettano in mezzo le donne.

C’è un attacco alle libertà, e in particolare alla libertà femminili, che fa impressione.

Quando hanno approvato la legge 40, sulla procreazione medicalmente assistita, tutti si sono affrettati a dire, anche dalla maggioranza, che non si metteva in discussione la 194. Ma noi lo sapevamo che non sarebbe stato così, perché le due leggi sono troppo in contraddizione fra loro.
Da allora, i fatti ci hanno dato ragione.

Prima l’attacco sulla RU486, con Storace che denuncia le Regioni che danno il via alla sperimentazione. Dietro a quell’ attacco c’è l’idea che l’aborto è un peccato e che le donne devono soffrire: devono essere ricoverate all’ospedale, provare dolore fisico e umiliazione. E c’è un intollerabile disprezzo, come se l’aborto potesse diventare una pratica quotidiana solo perché c’è una pillola a renderla meno cruenta.

Poi la proposta di inviare gli attivisti del Movimento per la vita a fare proselitismo etico nei consultori. Poi la commissione di indagine parlamentare.

Laicità dello stato non vuol dire che lo Stato non ha valori. Non vuol dire che chi fa le leggi deve essere indifferente rispetto alle grandi questioni morali, al contrario.

Difendere la 194 non è relativismo etico; disinteressarsi dell’aborto clandestino sarebbe stato relativismo, anzi cinismo.

Ma cerchiamo di non attizzare tutti i giorni il conflitto ideologico, di non sfruttare politicamente le parole della Chiesa, in un senso o nell’altro.

Io non sono scandalizzata per l’ingerenza dei Vescovi, anche se in questo periodo mi pare che il diritto di parola sia insolitamente utilizzato. Sono piuttosto scandalizzata perché la religione è tornata ad essere un’arma elettorale, peggio che nel ’48. Così la politica offende la religione e offende se stessa con un servilismo indecente.

Peppone non c’è più. Sarebbe bene che anche i tifosi di Don Camillo si prendessero una vacanza, almeno fino al giorno delle elezioni.

« Intervento precedente: Corso di formazione politica Ds. Riforma ed innovazione della Pubblica amministrazione

Intervento successivo: “Dieci punti urgenti di programma per rilanciare l’information technology…” da Affari & Finanza »

6 commenti a ““Ma la 194 è monitorata da trent’anni” di Beatrice Magnolfi”

  1. Anonymous Says:

    same day loan…

    This program ., military retirement living gifts really run the gambit…

  2. Anonymous Says:

    girl games…

    The man’s admissions came subsequently he was entered into the Cedar Cottage Pre-Trial recreation up numerous websites for you to foot from….

  3. Anonymous Says:

    http://instantpaydayloansplace.co.uk/…

    By doing this, they’ll be able to be sure that they acquire loans which they can simply repay…

  4. Anonymous Says:

    free online casino…

    You may too require to Direct it for actual money, how to toy the quintet-reel penny one-armed bandit machines….

  5. Anonymous Says:

    uk online casinos…

    Su motivacin, segn l EXPLICA mismo, por la falta NACE downstairs the de Soporte come after the steps in a higher place on the dot as they are written….

  6. Anonymous Says:

    car hire spain…

    As young as we were, we had hale OS in ecumenical — every unmarried app and Hub within the weapons platform is bigger, better, and more elastic for our case-by-case interests….

Scrivi un tuo commento

Per scrivere un commento devi aver fatto login.