Presentazione del programma di governo dell’Unione per la legislatura 2006-2011

Con Romano Prodi - Per il bene dell’Italia

Presentazione del programma di governo dell’Unione per la
Roma, sabato 11 febbraio ore 10,30 - Teatro Eliseo, Via Nazionale, 183

Carissime amiche e carissimi amici, si parte.
O meglio si continua. Si avvicinano velocemente le prossime elezioni e noi siamo pronti a proseguire il cammino che, forte della vostra straordinaria risposta alle Primarie, ci porterà a questo decisivo appuntamento democratico. E lo faremo insieme, venendoci incontro. Perché vogliamo bene all’Italia e per questo sappiamo che si merita di avere di più, si merita un po’ più di serenità. Abbiamo bisogno, ho bisogno, di voi, della vostra passione, del vostro impegno lì dove vivete per coinvolgere tanti altri nel nostro progetto per il Governo, per diffondere le nostre idee e proposte, per ridare all’Italia orgoglio e sicurezza.
Con il contributo di tutti e di ciascuno, insieme ce la faremo. Grazie fin da ora.

10 Febbraio 2006

Dopo una lunga riunione che si è conclusa nella notte, il centrosinistra ha raggiunto un’intesa quasi totale sul programma. C’è l’accordo su unioni di fatto, scuola e Iraq. Romano Prodi e Fausto Bertinotti parlano di un ottimo accordo, mentre la “Rosa nel pugno” non lo firmerà.

I leader del centrosinistra hanno rivisitato pagina per pagina l’intero programma. Alla fine Romano Prodi ha parlato di un ottimo accordo e così Fausto Bertinotti che, ammettendo le difficoltà, riconosce che è stato fatto un buon lavoro e che si è raggiunto un risultato positivo. Il programma verrà presentato ufficialmente da Romano Prodi sabato 11 febbraio a Roma presso il Teatro Eliseo di via Nazionale alle ore 11.

Dagli studi di “Uno Mattinaâ€?, il leader dell’Unione ha ribadito il risultato positivo raggiunto ieri e ha invece minimizzato sulla mancanza di intesa con la Rosa nel Pugno. Secondo il Professore, infatti, manca l’accordo soltanto in «due punti», che «non è poi tanto su oltre 200 pagine di programma». Inoltre, Prodi ha garantito che «si continuerà a lavorare» per raggiungere un’intesa «totale» sul programma.

A differenza del ‘96 la coalizione di centrosinistra si presenta con un programma firmato. «La garanzia è che abbiamo firmato il programma. L’altra volta Rifondazione non aveva firmato, aveva dato un appoggio esterno che ha poi ritirato. Questa volta c’è un impegno vero, totale e completo, questa è la differenza».

Il leader della coalizione di centrosinistra passa poi a indicare le tre priorità del programma di governo in caso di vittoria: al primo posto c’è «la riduzione di cinque punti del cuneo fiscale», dopodiché è necessario «riprendere immediatamente la ricerca, lo sviluppo e il tema della scuola», infine «serve una politica organica per la famiglia, non si può avere una tassazione identica per le famiglie composte da una sola persona e quelle composte da
cinque persone», spiega Prodi.

Il leader dell’Unione torna a parlare anche di lavoro e del problema dell’eccessiva precarizzazione: «La mobilità per un periodo è utilissima per la formazione, per imparare un mestiere. Ma la precarietà che dura dieci anni è un delitto. Io voglio che ci sia l’interesse ad assumere». Prodi ricorda che nel suo programma è prevista una politica per aiutare i giovani ad inserirsi nel mondo del lavoro attraverso «un prestito dello Stato fino a 18 anni da restituire senza interessi che serve per studiare, è un prestito sul percorso formativo». Dopodiché, è necessario «dare ai giovani risorse per iniziare un’attività economica». Infine Prodi si dice convinto del fatto che non è più possibile per un giovane stare «dieci anni in naftalina, con contratti di tre mesi e poi per altri mesi stare a casa. Così è impossibile fare una famiglia, avere una prospettiva». E’ per questo, conclude Prodi, «che il costo del lavoro a tempo indeterminato non può più essere più caro di quello a tempo determinato, bisogna rovesciare la situazione».

I punti di dissenso riguardano il finanziamento alla scuola privata e le unioni civili. Su questi due temi la “Rosa nel pugno” da una parte e l’Udeur dall’altra hanno finito per abbandonare il tavolo delle trattative di ieri sera.

In seconda battuta, Mastella ha poi deciso di firmare il programma de l’Unione e di partecipare alla presentazione ufficiale di domani all’Eliseo, dichiarando: «rispetterò qualsiasi maggioranza diversa dalla mia, come è sempre stato ad esempio sull’aborto o il divorzio: sono un cattolico laico, accetto qualsiasi responso. Ma senza ipocrisie e con molta franchezza dico: sulle unioni di fatto libertà di coscienza e libertà di espressione al voto, quando sarà». Un ragionamento che «vale per noi come vale per gli altri: non è che lo vogliamo solo per noi».

Più rigida la posizione de La rosa nel pugno, che invece domani non parteciperà alla presentazione del programma e di conseguenza non lo firmerà. E’ giunto il momento di «superare il Concordato», fa sapere Boselli, condividendo l’azione di abbandono del tavolo di ieri sera da parte di Emma Bonino. E la battaglia per il superamento del Concordato passa attraverso la difesa, in primo luogo, della scuola pubblica, perchè «non si può più accettare che lo Stato, con le tasse pagate dai cittadini, finanzi la scuola privata, che sia confessionale o meno». L’altro tema di discussione è quello del riconoscimento di diritti alle unioni di fatto. Ma niente compromessi e palliativi: per la Rosa nel Pugno serve una legge, nessun contratto.

«E’ del tutto ragionevole che il programma di governo de l’Unione sia una mediazione delle diverse culture e sensibilità che danno vita alla coalizione». Il responsabile Comunicazione Politica e Elettorale della segreteria nazionale Ds Gianni Cuperlo interviene per fare alcune precisazioni sulla questione dei pacs.

«Ciò che non è ragionevole – prosegue Cuperlo - è tirare la coperta da una parte e dall’altra. In questo senso la sintesi finale sottoscritta al vertice dell’Unione prevede in modo inequivocabile il riconoscimento delle coppie di fatto. Coppie che debbono essere considerate a tutti gli effetti il soggetto giuridico al quale vanno garantiti diritti certi. Si tratta, per quanto ci riguarda, di un principio di fondo al quale non intendiamo derogare essendo l’eliminazione di ogni assurda discriminazione nei confronti delle unioni di fatto, etero ed omosessuali, un principio democratico. Abbiamo sempre affrontato la questione non come un problema ma come un’opportunità per il Paese e per milioni di coppie. Questa sarà la nostra impostazione anche nel futuro Parlamento nella convinzione che compito del centrosinistra non sia quello di ‘giustificare’ tale scelta agli occhi di qualcuno ma di rivendicarne l’opportunità e la coerenza con una concezione liberale e – conclude Cuperlo - moderna della cittadinanza».

« Intervento precedente: Voto elettronico: confusione, conflitti di interesse e poca trasparenza. Il rischio dell’urna c’è.

Intervento successivo: Dubbi sullo scrutinio elettronico. Magnolfi chiede chiarimenti ai ministri Pisanu e Stanca. »

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